Il canyon di Osumi

Skrapar
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Non è facile arrivare a Skrapar. Si sta lavorando a migliorare la strada, ma ci vuole un po’. Il viaggio, però, vale la pena. Ogni minuto impiegato per arrivare ad ammirare il canyon di Osumi, alla fine, sembrerà ben speso.

Lungo oltre 26 chilometri, quando si sciolgono le nevi dalle montagne, diventa impetuoso e le sue gole hanno un fascino spettacolare. Si generano tante cascate, che diventano come ponti d’acqua tra una parete e l’altra, come a Çerenisht, Zogas, Kalanjas, Dhores, Pigas e Blezencke.

Le pareti hanno un ecosistema unico che conserva la vegetazione su entrambi i lati per tutto l’anno: cespugli mediterranei, come la brughiera e la radica, prosperano insieme a un ecosistema ricco e vivace di flora e fauna. Sulle pendici del canyon, l’attività erosiva ha creato pareti con piccole caverne da esplorare.

Nei pressi della città di Çorovoda, nel distretto di Skrapar, il canyon è un monumento naturale, chiamato “il Colorado albanese” dalla popolazione. Lungo circa 13 chilometri, con una larghezza che varia dai 4-35 metri ed una profondità di 70-80 metri.

Il canyon prende il nome dal fiume Osumi, che scorre veloce sul fondo. E sono proprio le sue acque, nel tempo, le maestranze che hanno scolpito le pareti, le hanno scavate, le hanno fecondate. Sono state le acque gli artigiani che hanno decorato questa cattedrale naturale. Agevolate, nel loro lavoro certosino, dalla natura calcarea delle rocce del canyon.

Il canyon, vanitoso, si lascia guardare. Dall’interno, restando incantati dal fascino delle pareti verticali di pietra calcarea con la vegetazione verde che si riflette nelle acque del fiume. Dall’alto, sulle sue pendici, dove si ammira l’erosione che ha creato delle piccole grotte, alcune delle quali hanno nomi particolarmente fantasiosi come la Cattedrale, l’Occhio e la Porta del Demone. O si può guardare dall’unico ponte, nel villaggio di Blezencke, il punto più stretto, che raggiunge anche l’altezza massima dal letto del fiume.

Vicino al villaggio di Dhores è possibile visitare un luogo sacro per i credenti Bektashi, “l’impronta di Imam Ali”. Il santuario si trova nella parte superiore del canyon, dove, sul massiccio roccioso, in entrambi i lati del fiume, sono abbastanza visibili le impronte di un uomo, di un cavallo e di un bastone da passeggio. Secondo la leggenda, qui Imam Ali ha attraversato il canyon con un salto del suo cavallo.

Un’altra sosta, al ‘buco della sposa’, vi regalerà una delle tante leggende dei monti albanesi, proprio in una delle terrazze panoramiche che in questi anni sono state aggiunte, ma nulla cambia la maestosità di questo monumento naturale, che racconta il rapporto unico tra montagna, acqua e natura di questa regione dell’Albania.

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