Il ponte e le terme di Benje

Përmet
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Esiste una sorta di società segreta nei Balcani che, dalla Bosnia-Erzegovina all’Albania, ha lasciato i suoi segni. Sono i ponti ottomani, come una mappa nella mappa, una serie di ‘grandi vecchi’ che, sornioni, indicano un’unione là dove tante, troppe volte, si sono divisi confini.

Alcuni sono celebrati dalla letteratura, primo e insuperabile Il ponte sulla Drina, il capolavoro dello scrittore Ivo Andric, o il più celebre e doloroso, il ponte di Mostar, distrutto durante la guerra degli anni Novanta e oggi ricostruito.

In Albania, a dieci chilometri dal centro di Përmet, troverete invece il ponte della località di Banje. Il Ponte di Katiu, questo il suo nome, è un monumento costruito ai tempi di Alì Pasha di Tepelene, figura storica di rilievo, e che continua a resistere al tempo e alla Storia, quella che cambia i confini e le vite delle persone.

Il salto di questi ponti, a disegnare una gobba, è affascinante. Sia per la costruzione in sé, che pare in un millenario ed eterno equilibrio precario, sia per la prospettiva con la quale si lascia guardare da consumato attore.

Il ponte, bellissimo, è come un centro magnetico attorno al quale ruotano le terme e il canyon.
Perché proprio attorno al ponte ci sono le antiche sorgenti termali e, a poco più di duecento metri, il canyon del fiume Langarica, affluente della maestosa Vjosa. Pareti a picco, ricoperte di una fitta vegetazione, con un’altitudine che oscilla dai 30 ai 150 metri. Il fiume Langarica per chi è nato qui è il ‘fiume benedetto’. Il canyon di Langarica è circondato da foreste e dalle montagne di Dangelli e Shqeri e si unisce successivamente al fiume Vjosa.

Non è possibile raccontare, visitare, vivere i tre elementi separatamente: il ponte, le terme e il canyon sono un coro, ma che canta la stessa canzone. Quel rumore di sottofondo, costante, come un canto d’accompagnamento.

Le acque di Benje sono chiare e contengono un’alta quantità di zolfo. D’inverno, quando le temperature a Përmet scendono, i bagni restano caldi. Queste acque fluiscono dai profondi abissi delle falesie che circondano il canyon di Langarica e sono famose sin dall’antichità.
I primi oggetti trovati negli insediamenti rupestri appartengono al 7000 A.C.

Natura e storia, antichi viaggiatori e contemporanei turisti: le gole e le acqua termali sono là, vicine a un baretto sulla riva, dove guardare scorrere il tempo e guardarlo fermarsi, attorno al grande vecchio, il ponte. Che sarà là quando la Storia cambierà di nuovo, sapendo che le rive si tengonoa assieme oltre ogni tempo.

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