Progetto

L’ong italiana Cesvi – la cui presenza in Albania affonda le radici già negli anni Novanta, con attività di tipo emergenziale a seguito della crisi del 1997 e della guerra in Kosovo nel 1999 – durante il triennio 2018-2020 è stata capofila del progetto Albania, Viaggia a modo tuo: gestione multi-attore integrata del turismo rurale e culturale nelle regioni di Argirocastro e Berat (TREC), implementato grazie al sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e di un ampio partenariato: l’Associazione nazionale del turismo Albanese; le quattro municipalità di Përmet, Skrapar, Argirocastro e Berat; l’agenzia di sviluppo sociale consortile Sangro Aventino; la cooperativa sociale-tour operator ViaggieMiraggi Onlus; Confluenze. Nel sud-est Europa con lentezza, realtà impegnata in attività di promozione storico-culturale dei Balcani.

Il progetto, attraverso una molteplicità di azioni e strumenti – microcredito per la piccola imprenditoria, sviluppo di realtà consortili, empowerment degli attori locali in campo turistico – ha puntato allo sviluppo di un sistema integrato di accoglienza turistica in quattro territori specifici dell’Albania meridionale: Argirocastro, Skrapar, Berat e Përmet. I risultati di questo lungo lavoro sono stati poi raccolti all’interno del sito www.trecalbania.com.

Il giornalista Christian Elia e la fotografa Camilla de Maffei hanno seguito passo dopo passo le diverse fasi progettuali. Nel corso del 2018 viaggiano tra Berat, Përmet, Argirocastro e Skrapar per ritrarre alcuni soci dei quattro consorzi sviluppatisi o nati ex novo grazie al progetto: Pro Përmet, Pro Berat, Pro Skrapar, Pro Gjirokaster

Nei due anni seguenti il loro sguardo si è concentrato sulle identità multiple di questi territori vicini al confine con la Grecia: una tolleranza interreligiosa che vede ancor oggi vivere gli uni accanto agli altri bekteshi musulmani e ortodossi, senza dimenticare il caso pressoché unico nei Balcani di una nazione che salvò la sua componente ebraica dallo sterminio nazista; la memoria dell’occupazione italiana cui fa da contraltare quella dei soldati unitisi dopo l’8 settembre ai partigiani albanesi; l’Albania comunista – che proprio ad Argirocastro vide nascere il suo leader Enver Hoxha ma anche lo scrittore Ismail Kadarè, figura ancor oggi controversa di quel periodo storico; gli immensi lasciti culturali, dal canto polifonico alle icone di Onufri. 

Memorie e identità ad intrecciarsi con persone e luoghi, dalle alte pareti di un canyon alle acque dell’ultimo fiume selvaggio d’Europa, un ponte ottomano, il ranger-custode da generazioni della sacralità di un bosco sino ad un vecchio proiezionista di un piccolo cinema di provincia.

In una parola, Dollibashi: titolo scelto per questo webdoc di parole e immagini che rimanda al termine albanese con cui si descrive il momento in cui ci si siede attorno a un tavolo per condividere un bicchiere e chiacchierare della vita.
Un racconto “a più voci” che prova a restituire le infinite stratificazioni di un paese ancora tutto da scoprire.

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